venerdì 20 febbraio 2009

ROMA: Civis romanus sum, latine loquor

Il coordinatore delle attività di formazione dell'AESPI, Giuseppe Manzoni di Chiosca ci trasmette l'invito-programma definitivo dell'atteso Corso (sotto forma di Convegno) dal titolo "Latino? Sì, grazie! Civis romanus sum, latine loquor", che avrà luogo a Roma il 26 febbraio 2009, nella prestigiosa sala piccola della Protomoteca del Palazzo Senatorio, in Campidoglio. Il Convegno gode dei patrocinio del Comune di Roma e della Fondazione Ugo Spirito.

Non si tratta di un Corso per insegnanti di latino, bensì di una riflesssione proposta a tutti sull'importanza e sull'utilità fondamentale del latino, di particolare interesse e attualità di questo nel momento attuale. L'invito è pertanto esteso a tutti.

Programma
9.00 - Apertura dei lavori: Saluto del Sindaco di Roma, On. Gianni Alemanno
Introduzione dell’Assessore alle Politiche educative e scolastiche, Laura Marsilio.
Prof. Angelo Ruggiero, Presentazione del Convegno.
9.30 - Sessione prima: Presiede: Claudio Quarantotto
Prof. Enrico Orsi, Il latino e le scienze.
Prof.ssa Francesca Orestano, Utilità del latino per lo studio delle lingue moderne.
Dott. Raffaele Ciambrone, Valore pedagogico del latino.
Prof. Tommaso Romano, Una proposta per il futuro latino, lingua viva per una nuova universalità.
10.30 - Sessione seconda: Presiede Dott. Angelo Peticca
Prof. Giulio Alfano, Il latino nel sistema dei licei e in particolare nei licei scientifici.
Dir. Scol. Vincenzo Casoria, Il latino nella Scuola Secondaria di Primo grado.
Prof. Alessandro Cesareo, L'insegnamento del latino in chiave europea.
Prof. Luca Lattanzi, Un’esperienza didattica tra metodo tradizionale e metodo natura.
Proposte delle associazioni: CNADSI, rivista Zetesis; PRISMA.
12.00.- Sessione terza:La parola ai politici:Tavola Rotonda coordinata dal Prof. Giuseppe Manzoni di Chiosca;sono stati invitati:On. Francesco Aracri; On. Paola Frassinetti; On. Elena Maccanti;On. Mario Mauro; On. Nello Musumeci; On. Fabio Rampelli; Sen. Giuseppe Valditara.
E' inoltre stato invitato il Ministro dell'Istruzione, Università e Ricerca, On. Mariastella Gelmini.
13,15Prof. Filippo Franciosi Conclusioni: una risposta ai detrattori del latino.
13.30 Chiusura dei lavori.
Direttore responsabile del Corso: Prof. Angelo Ruggiero Coordinatore: Prof. Andrea Bottone
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Ingresso libero.

VICENZA: Il Latino in Europa

I colleghi ed amici del Liceo Scientifico Statale "G.B. Quadri" di Vicenza hanno mandato al Centrum Latinitatis Europae, di cui alcuni sono soci, l'invito a partecipare - il 5 marzo 2009 - al Convegno "Do you speak Latin? Il Latino in Europa", organizzato all'interno della rete "Europa Latina".
L'iniziativa è molto interessante, anche perchè esprime profondo interesse per il latino sia nei licei classici che scientifici.

I docenti che partecipano sono esonerati dal servizio.
Trovate il programma in questi siti: http://www.istruzione.lombardia.it/news/altri_ev/feb09/latino110209.pdf
http://www.istruzionevicenza.it/Archivio_segnalazioni/2009/02/%20%20%20%20%20d%C3%A9pliant%20con%20affresco%20Pompei.pdf

domenica 25 gennaio 2009

Insegnare latino

Cari Amici, docenti, studenti, amanti del latino,
è bene discutere di didattica: troppi studenti finiscono gli studi senza aver appreso qualcosa di significativo riguardo la lingua latina, al punto da non ricordare nulla. E’ un peccato, è un’occasione mancata. Come fare per trasmettere il patrimonio di conoscenze, idee, di valori, di immagini, di stile di vita, capacità comunicativa ai giovani?
Vi invito alla discussione e ad intervenire in qualsiasi lingua (italiano, latino, francese, spagnolo, portoghese, romeno, inglese….)

Aspetto i vostri interventi: conoscere qual è la realtà della scuola, confrontarci, mettere in comune esperienze positive, trovare i punti di debolezza e proporre risposte…

Se i docenti si fanno prendere dallo scoraggiamento, come possono reagire i giovani?
Inoltre non dimentichiamo che l’Humanitas trova compimento nella cultura latina…..
Loredana Marano

Ars docendi

Amici, magistri, linguae latinae studiosi, discipuli,

in hoc locutorio interretiali disceptatio de arte docendi aperitur, quod tam multi discipuli, qui studia conficerunt, pauca aut nihil de lingua latina memoria tenent.

Hoc malum aut occasio amissa est.

Hac re omnes ad disputationem invito ut disseramus quomodo iuvenibus bona, cognitiones, scientiam atque rationes, virtutes, imagines ac traslationes, artem dicendi prodere possimus.
Colloquia adesse quacumque lingua (italica, latina, anglica, gallica, hispanica, lusitana, romanica…) potestis.

Humanitas in hereditatem tradatur!!!
Loredana Marano

giovedì 22 gennaio 2009

Riordino dei Licei

Gennaio 2009: allo stato attuale il Riordino dei licei è stato esaminato dal Senato il 18 dicembre 2008, ma non è stato approvato. E' stato rinviato di un anno ed i regolamenti dei licei (6) e degli Istituti tecnici (11 indirizzi) sono stati prorogati all’anno scolastico 2010-11.
Presentiamo la bozza di riforma: Bozza_licei_12_08
Ci saranno ulteriori cambiamenti? avviamo un dibattito sui nodi problematici di questa riforma e su quali dovrebbero essere i cambiamenti, le trasformazioni dell'insegnamento/apprendimento del latino nei licei.
Loredana Marano

Latino e Riordino dei Licei


Nel Regolamento inserito nel testo di legge n.133 del 6 agosto 2008(1), colpisce il fatto che il latino nel liceo scientifico venga tolto, o meglio venga considerato opzionale rispetto alla seconda lingua straniera, proprio in quel liceo che in questi anni ha incontrato i maggiori consensi, come dimostra il continuo aumento di iscrizioni. Secondo i dati del MIUR (Sintesi a.s. 2007-2008) il numero dei licei scientifici in Italia è doppio di quelli classici, addirittura triplo in qualche regione del Nord Italia.
Questo evidenzia tre dati di grande importanza:
1. l’ampiezza formativa del liceo scientifico, che si distingue per la sua articolazione e diversificazione di orientamenti e percorsi, ha raccolto vasti consensi fra le famiglie: in effetti gli studenti alla fine del corso di studi possono scegliere facoltà scientifiche e non (giurisprudenza, lettere, scienze politiche etc.);2. il liceo scientifico presenta una distribuzione capillare nel territorio (rispetto al Liceo classico) e può soddisfare la richiesta di chi abita lontano dalle città o dai grossi centri.3. ne deriva che qualsiasi cambiamento, se e solo quantitativo e solo in termini di sottrazione, comporta la perdita di punti di riferimento fondamentali per la costruzione di significati per le nuove generazioni.
E veniamo al dunque: cosa cambierebbe se venisse tolto il latino?Verrebbe a mancare la specificità della formazione liceale italiana, connotata, qualunque ne sia l’indirizzo, dall’humanitas.
Inoltre noi crediamo che:
1. il latino sia la sintassi dell’immaginazione;2. la specificità di un liceo sia data dalla formazione globale dell’individuo, che si basa su discipline non spendibili sul piano del lavoro, come latino e filosofia, ma altamente qualificanti sul piano culturale, perché pongono problemi ed esercitano al ragionamento;3. in particolare, il latino sia occasione di confronto con le altre discipline;4. il latino nella nostra cultura rappresenti una chiave di comprensione della realtà, in quanto “mezzo” di lettura, interpretazione dei segni del passato presenti in ogni città, in ogni luogo del territorio italiano;5. la cultura latina permetta di indagare le origini culturali delle attuali civiltà e di comprenderne le contraddizioni presenti;6. il latino accolga il presente, in quanto occasione di discussione sull’Uomo nella sua storicità ed universalità;7. il latino promuova la consapevolezza e conoscenza dello Stile classico in funzione dialogico- interculturale.
Loredana Marano Presidente di Ad conloquia 

(1)10 dicembre 2008. Prima di esprimere una valutazione sulle scelte politico-didattiche del Riordino dei Licei, ci siamo debitamente documentati nel groviglio di notizie incerte e talora contrastanti. Le considerazioni riportate si riferiscono esplicitamente al Liceo scientifico, implicitamente al Liceo linguistico.